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Quaderni della Società Ligure di Storia Patria, 7/***, Genova, Società Ligure di Storia Patria, 2019
V. Polonio
Battaglie fiscali nel tardo Quattrocento genovese: clero e laici
I regimi fiscali del tardo medioevo sono molto diversi a seconda dei luoghi: solo lo studio mirato su singoli contesti può condurre a quadri comparativi. La stessa Liguria, nella seconda metà del XV secolo in gran parte sottoposta all’autorità genovese, presenta un panorama composito. Peculiare e indicativa di molte difficoltà è la situazione di Genova città. Qui dopo una lunga serie di aggiustamenti la fiscalità è agganciata esclusivamente alle imposte indirette. Ciò significa che essa è sotto il controllo della Casa di S. Giorgio in quanto le numerose e proliferanti – sorgente della massima parte del gettito – sono supporto del debito pubblico ormai gestito dalla Casa stessa. Il rapporto tra cosa pubblica e S. Giorgio è segnato da accordi diversi relativi a esenzioni concesse a istituzioni, enti e privati. Il rapporto a due si complica e diviene rapporto a tre di fronte alle esenzioni totali o parziali concesse alle diverse componenti del mondo ecclesiastico; tra tutte spicca quella relativa alla gabella sul vino. Il primo di un gruppo di documenti inediti illustra le esenzioni approvate nel 1465, primo quadro del genere e a lungo unico oggi disponibile. Seguono i tentati accordi tra autorità laiche ed ecclesiastiche, delicati perché insinuati entro temi etici e mai raggiunti in quanto coinvolti in questioni giurisdizionali. Infine si palesa come la faccenda semini discordia entro lo stesso ambito ecclesiastico con inaspettate posizioni contrastanti.
Parole chiave: Fiscalità, Tardo medioevo, Genova, Stato, Chiesa.
The fiscal regimes of the late Middle Ages often differ depending on the location: only a focused study within a specific context can lead to meaningful comparisons. A fragmented picture emerges within Liguria itself, although during the second half of the XV Century the region was mostly under Genoese authority. The City of Genoa is a case in point that showcases the issue: here, after several adjustments and modifications, the fiscal regime is linked exclusively to indirect taxation. This means that it is controlled by the Casa of St. George, because the plentiful gabelle – which constitute the largest portion of the tax income – underpin public debt, which is by now controlled by the Casa itself. The relationship between the public State and the Casa is marked by different agreements related to exemptions given to institutions, organisations and private individuals. Exemptions (total or partial) given to the Church add further complication, drawing a third party (the Church itself) into the mix; a typical example is the exemption from the gabella on wine. The first of a number of unpublished documents reveals the exemptions approved in 1465, panting the first – and only – picture available to us of that complex fiscal situation. Other papers follow, documenting tentative arrangements between the church and the secular authorities, fragile in nature because weaved into ethical motives, and never agreed because of jurisdictional controversies. This tension spread disharmony within the Church itself, as shown by unexpected conflicting positions recorded in the documents.
Keywords: Fiscal regimes, Late Middle Ages, Genoa, Public State, Church.

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